Canti popolari della Valdera
Canti Popolari della Valdera
Tradizioni orali nell’agro pisano
Autore: Associazione amici della musica Ponsacco
Pubblicazione: Ponsacco : Tipolito Nuovastampa, 1984
Descrizione fisica: 184 p. : ill. ; 30 cm
Il patrimonio della «tradizione orale» è ora custodito nell’archivio dell’Associazione Amici della Musica che è ben lieta di metterlo a disposizione di chi ne faccia richiesta. Da questi canti sono stati tratti i brani registrati nella cassetta allegata al libro.
I tesori della memoria: viaggio nel tempo con Benozzo
Rubrica di introduzione ai libri di storia locale: interviste a Benozzo Gianetti
Presentazione del volume CANTI POPOLARI DELLA VALDERA (durata 3:37 minuti)
Il consiglio di Elisa, la gazza
Immaginate un mondo senza internet, dove piattaforme di musica digitale come Spotify o Amazon music non esistono e le storie non si guardano su uno schermo in streaming su Netflix, ma si ascoltano sussurrate davanti al fuoco. Canti Popolari della Valdera è un viaggio nel tempo per entrare in quel mondo.
Non è un noioso manuale scolastico, ma un tesoro recuperato proprio da ragazzi come voi che, armati di pazienza negli anni ’80, hanno intervistato i loro nonni per salvare un universo che stava scomparendo.
Aprite queste pagine e preparatevi a scoprire un passato misterioso, a volte inquietante, ma pieno di magia. Troverete ninne-nanne che sembrano dolci, ma che nascondono segreti inaspettati…
Vi immergerete in un tempo fatto di superstizioni, dove le malattie si curavano con strani intrugli e il temuto “malocchio” si sconfiggeva con acqua, olio e formule segrete Scoprirete perché il ginepro era considerato una pianta magica capace di tenere le streghe lontane dalle porte di casa.
Ma soprattutto, troverete avventure degne di un fantasy. Leggerete la storia di Buchettino, un ragazzino astuto che riesce a beffare un orco che voleva cuocerlo nella caldaia. Tremerete davanti alla leggenda della Capra Ferrata, un mostro con la “bocca di ferro e la lingua a spada” che minaccia di affettare come una rapa chiunque lasci la porta aperta E riderete con la strana compagnia del Gallo che parte per Mantova convinto di diventare podestà, portandosi dietro un’oca, un’anatra e una volpe traditrice.
Questo libro racconta anche la fatica della vita quotidiana di un tempo, quando per lavare i vestiti si usava la cenere al posto del detersivo e l’acqua si tirava su a mano dai pozzi….
È una sfida per voi lettori moderni: spegnete il presente per un attimo e tuffatevi nelle radici della vostra terra per scoprire “come eravamo”…
Parola all'autore Benozzo Gianetti
Raccogliere i Canti Popolari Pisani, in particolar modo quelli della Valdera, è stato un dovere gradevole e oneroso degli Amici della Musica, che operano nel territorio da quindici anni con diversi interventi a carattere musicale, letterario ed artistico. Il patrimonio popolare, costituito da canti tramandati oralmente, dalle ninne-nanne e filastrocche, dai vecchi giochi ormai in disuso che stanno riaffiorando perché più creativi, dai proverbi, saggezza dell’esperienza, dalle antiche novelle e fiabe raccontate nel canto del fuoco, dalle storie d’amore, di tradimenti, di morte, dai Maggi e dalle befanate, che improvvisati attori e poeti ripetevano di casolare in casolare, ora è qui custodito per essere consegnato a chi ancora crede nei valori umani e spirituali…
In ogni canto, in ogni filastrocca e preghiera, adottate dal popolo, c’è poesia; vi si percepisce il senso dell’eterno, scaturito dalle aspirazioni e bisogni esistenziali, che si affida al sacro quale ultima speranza per sovvertire una vita misera e talvolta ingiusta. Non mancano sentimenti fatalisti e superstiziosi propri di ogni generazione, che cerca nella magia una risposta logicamente impossibile.
Il lavoro di raccolta, avvenuto nell’anno scolastico 1982-83, è costato sacrificio e fatica ai piccoli ricercatori delle Scuole Elementari di Ponsacco e Casciana Terme (i giovani alunni e i loro insegnanti hanno difatti assunto l’onere e l’onore dell’intera raccolta e delle successive trascrizioni), agli adulti per averli aiutati, ai coordinatori per aver analizzato e ordinato il materiale inserendolo, con note e ampliamenti, nel contesto storico sociale e antropologico di un mondo che sta lentamente ma inesorabilmente scomparendo, lasciando tuttavia tracce consistenti nel nostro attuale modo 3 di essere.
Già nel 1927 la maestra Ines Della Pace Ferrini fece svolgere ai suoi alunni una ricerca, di cui ci piace riportare i risultati in questo libro (contraddistinguendo i brani con un asterisco), come segno di continuità e di adattamento delle forme tradizionali in uno stesso territorio.
Grazie agli anziani, gelosi custodi del loro passato ormai evanescente, ricchi esclusivamente dei loro ricordi ceduti con amorevolezza ai bambini, è stato possibile ripercorrere a memoria d’uomo orme quasi cancellate di una storia recente del nostro lembo di terra toscana, dove l’Arno e l’Era scorrono dal dolce declivio delle colline pisane.
Grazie ai bambini protagonisti di un’impresa, che rimarrà a testimonianza d’impegno e di lavoro, è stato possibile riannodare una tenue trama quasi interrotta. Il bambino, infatti, senza «radici» non cresce; il vecchio senza il bambino è sterile.
Avere attinto al passato non significa nostalgia né tantomeno rimpianto: vuole essere, invece, storia come riflessione e ripensamento per meglio operare nel futuro.
Presentazione pag.7
Introduzione pag.9
NINNE – NANNE: pag. 11
FILASTROCCHE: pag. 27
CANTI PER GIOCARE: pag. 47
Giro tondo: pag. 51
Quando è il tempo delle ciliege: pag. 52
La bella luminara: pag. 53
Mano rota: pag. 53
Semiotte: pag. 54
Palla dorata: pag. 54
Muovermi senza muovermi: pag. 55
Palla nove: pag. 55
Al mio bel castello: pag. 56
Ecco l’ambasciatori: pag. 57
Madama Dorè: pag. 59
Mamma pollaiola: pag. 60
Maria Giulia: pag. 61
La bella lavanderina: pag. 61
Rosina del canapè: pag. 61
La penitenza: pag. 62
Caterina è cotto il pane: pag. 63
Inginocchiati Sandruccia: pag. 63
Ballate o vergini: pag. 63
Ho perso la cavallina: pag. 64
Farfallina: pag. 65
La danza del serpente: pag. 66
La filata de’ Lombardi: pag. 67
PREGHIERE: pag. 75
STORNELLI: pag. 83
Stornelli del Colle: pag. 90
Stornelli ponsacchini: pag. 91
CANZONI: pag. 95
Donna lombarda: pag. 97
Il grillo e la formica: pag. 98
Violina: pag. 99
Cosa mangiò la sposa: pag. 100
Vivà Noè che piantò la vigna: pag. 102
Il trescone: pag. 104
STORIE: pag.107
La sartina abbandonata: pag. 109
Sordato livornese: pag. 110
La storia di Emma: pag. 110
Er canto della Nella: pag. 111
La vita militare: pag. 113
La storia di Teresina e Ugenio pag. 115
Mi son fatta monachella: pag. 118
Francesco e Maria: pag. 119
O mamma, o mamma lo voglio marito: pag. 121
Giulia: pag. 123
Fedora: pag. 124
Frate innamorato: pag. 125
Fra Paolino: pag. 125
Pia de’ Tolomei: pag. 127
PROVERBI: pag. 139
Proverbi meteorologici: pag. 142
Proverbi sui tempi e santi dell’anno: pag. 143
Proverbi vari: pag. 145
Burle sui diversi paesi: pag. 150
NOVELLE – LEGGENDE: pag. 151
La capra ferrata: pag. 154
Buchettino: pag. 156
Gallo podestà a Mantova: pag. 158
La donnina piccina picciò: pag. 159
Compagni di sventura: pag. 160
Il merlo della Contessa Matilde: pag. 162
La Madonna della neve: pag. 163
Il pozzo d’Appiano: pag. 164
S. Niccolò: pag. 164
L’uomo santo: pag. 165
APPROFONDIMENTO: LA NOVELLA DEL POZZO D’APPIANO
Il campanile dell’antico paese d’Appiano sorgeva vicino ad un pozzo. Un giorno una forte scossa di terremoto abbatté il campanile e le belle campane, ricche d’oro, sprofondarono nel pozzo, ad eccezione di una, che cadde al di fuori e che si conserva ancora a Ponsacco.
Quando col tempo tornò la calma negli animi, gli abitanti di Appiano pensarono di recuperare le campane dal suono profondo e sonoro e si accinsero al prosciugamento del pozzo. Ma più acqua levavano, più acqua rimaneva. Quanto era dunque profondo il pozzo?
Presi dal sospetto di un fenomeno soprannaturale, gli addetti al lavoro vollero fare un esperimento. Legarono un piccolo gatto a una lunghissima fune e lo calarono giù nel pozzo. Quando la fune fu esaurita, gli uomini, disperando di toccare il fondo, tirarono su la fune e, tira e tira, eccoti apparire finalmente all’orlo del pozzo il povero gatto; e fin qui nessuna meraviglia. Ma la meraviglia, proprio grande, la provarono un momento dopo.
I buoni appianesi, costatarono che il gatto, dopo la lunga immersione, non era soltanto bagnato, ma bruciato!
Da ciò l’opinione che quel pozzo avesse diretta comunicazione con l’Inferno, tanto che nessuno tentò più riprendere le campane al re del terribile regno, che se ne era impossessato.
BEFANATE: pag. 167
Befanata del Colle: pag. 169
Befanata di Angelo Macchi: pag. 170
Frammento di befanata: pag. 172
BIBLIOGRAFIA: pag. 175
ELENCO DEGLI INFORMATORI: pag. 176
Leggi elenco delle persone che hanno fornito la registrazione sonora dei canti popolari.
L’elenco comprende i nomi delle persone che ci hanno fornito la registrazione sonora dei canti popolari.
Il patrimonio della «tradizione orale» è ora custodito nell’archivio dell’Associazione Amici della Musica che è ben lieta di metterlo a disposizione di chi ne faccia richiesta. Da questi canti sono stati tratti i brani registrati nella cassetta allegata al libro.
ELENCO DEGLI INFORMATORI
BALDERESCHI Angelina, 1916, Ponsacco
BACCI Mirella, 1947, Ponsacco
BERTELLI Galliano, 1896, Casciana Terme (Reggeto)
BERTELLI GIANETTI Lina, 1906, Casciana Terme
BERTELLI Palmiro, 1919, Ponsacco
BERTI Francesco, 1909, Casciana Terme (Parlascio)
BRACALONI Rolando, 1924, Ponsacco
BROGI Aldemara, 1920, Ponsacco
CAPPELLINI M. Grazia, 1946, Ponsacco
CAPPELLINI Piera, 1920, Ponsacco
CASTELLANI Rosina, 1900, Ponsacco
DAINI Livia, 1910, Ponsacco
DAINI Olga, 1921, Ponsacco
DELL’UNTO MACCHI Anna, 1937, Ponsacco
DERI Mercedes, 1912, Ponsacco
DISTASIO Donatello, 1954, Ponsacco
FALCHETTI Orlando, 1909, Casciana Terme
FULCERI Alfa, 1935, Ponsacco (Valdicava)
FUSI Neva, 1926, Ponsacco (Valdicava)
GRASSULINI Montanelli Miranda, 1940, Ponsacco
GRILLI Parisa, 1909, Ponsacco
GUERRAZZI Luisa, 1904, Ponsacco
LENZINI Egidio, 1912, Casciana Terme
MACCHI Angelo, 1914, Ponsacco
MALFATTI Irma, 1915, Ponsacco (Valdicava)
MARINAI Bruna, 1919, Ponsacco
MATI Bianca, 1905, Ponsacco
MEINI BIAGINI Assunta, 1905, Cevoli (Lari)
NERI Silvano, 1917, Casciana Terme (Collemontanino)
NOVELLI Nella, 1907, Ponsacco
PASQUALETTI Valente, 1894, Ponsacco (Camugliano)
SCARPETTI Elena, 1909, Ponsacco (Valdicava)
SIGNORINI Natalia, 1903, Ponsacco
TANGHERONI Gina, 1919, Ponsacco
TOLOMEI Guido, 1904, Ponsacco
ULIVIERI Graziana, 1945, Ponsacco
ZANOBINI Nello, 1898, Ponsacco
ELENCO DEGLI ALUNNI: pag. 177












