Terra di Ponsacco

Manuela Lupi, Mario Noferi

Terra di Ponsacco

Un territorio e quattro antichissime comunità: Appiano, Camugliano, Petriolo e Ponsacco

Copertina MAX TERRA DI PONSACCO

Autori: Manuela Lupi, Mario Noferi

Pubblicazione: [Pontedera] : [Tagete], stampa 2004

Descrizione fisica: 252 p. : ill. ; 30 cm

Copertina MAX TERRA DI PONSACCO

Il consiglio di Capitan Sacco, il gatto

Ehi, giovani detective della storia! Pronti per un’indagine super emozionante?
La nostra missione inizia proprio qui, dove viviamo: la Terra di Ponsacco!
Dovete sapere che secoli fa, Ponsacco non era solo il paese di oggi. Era un territorio più vasto, quasi un quartiere generale che includeva quattro “squadre” antichissime: Appiano, Camugliano, Petriolo e, ovviamente, Ponsacco stessa.
Fate un salto con la nostra macchina del tempo fino al 225 a.C. Chi incontriamo? I Galli e subito dopo i potentissimi Romani, che hanno disegnato il territorio come una scacchiera gigante: la centuriazione. Alcune tracce ci sono pure adesso…
Il nostro viaggio prosegue nel Medioevo, un periodo pieno di castelli e cavalieri. Qui, la “Terra di Ponsacco” divenne un punto importante nella sfida tra due città rivali: Lucca e Pisa. Scopriremo storie affascinanti, come quella del Castello con le sue sette torri di difesa, l’origine del nome “Ponte di Sacco” e l’importanza delle vie di comunicazione, non solo le strade, ma anche i fiumi. E c’è un oggetto speciale, una campana del 1372 creata da Jacopo d’Appiano, che è un po’ come un simbolo della memoria di Ponsacco, sopravvissuta anche alle guerre tra le città rivali di Pisa e Firenze!
E non dimentichiamo i “luoghi perduti” come Terravalda, Ducenta, Carlatico e Grossito, scomparsi nel tempo, e quelli che invece sono sopravvissuti, dando il nome alle nostre frazioni. Dedicheremo anche uno sguardo speciale alla magnifica Villa di Camugliano, una residenza che ha cambiato aspetto dal Rinascimento al Barocco, con i suoi segreti e il suo bellissimo giardino. Tutto questo lo sappiamo grazie a una lunga ricerca degli autori durata due anni, spesi a sfogliare polverosi documenti negli archivi, come dei veri detective della storia. Questo libro è la chiave per aprire lo scrigno dei segreti della nostra comunità, per capire chi eravamo per essere quello che siamo oggi. Siete pronti a leggere questo libro?

Parola agli autori: Manuela Lupi, Mario Noferi

“Gli autori hanno voluto dare di proposito questo titolo allo studio recuperando alla memoria storica un’antica denominazione del territorio di Ponsacco. Quando abbiamo aperto il libro della prima Visita Pastorale ufficiale della nuova Diocesi di San Miniato, in cui il Visitatore introduce la relazione sulle chiese locali specificando in bel carattere rotondo “Terra di Ponsacco”, più che mai siamo stati convinti che il titolo da noi scelto fosse il più idoneo per proporlo come messaggio storico-culturale, eredità delle antiche generazioni per le nuove.
Ci è parso interessante riproporlo anche con lo scopo di porre in evidenza non tanto il territorio come entità geografico-fisica ben definita nell’ambito di una provincia istituita, cioè Pisa, quanto come valore di una comunità dove il termine “Terra” al di là della porzione di territorio delimitata o determinata, significa qualcosa di più profondo che va oltre, in funzione del suo carattere sia oggettivamente che soggettivamente definito, insomma “terra” sinonimo di identità civile, sociale e culturale di una comunità,.In tal senso il termine “Terra” è ripetuto tre volte anche sull’epigrafe tombale dell’illustre erudito dottore e Abate, Ranieri Tempesti, come per rimarcare il “profilo genetico” di un popolo, ossia quel coacervo di storia, tradizione, arte e cultura locali, che oggi, più che in altre epoche, sentiamo il bisogno di recuperare.

1606 Archivio Storico Pisano - Fiumi e Fossi n.163,f,165, c1185 (pag.12)

Dobbiamo infatti evitarne la dispersione nell’era della cosiddetta “globalizzazione di massa”, che alimenta un vorace processo di omogeneizzazione e di anonimato, fagocitando il patrimonio culturale locale, altrimenti a nulla valsero gli studi patrii elaborati in manoscritti da personaggi di indiscusso fascino intellettuale, appassionati eruditi alla ricerca delle proprie origini interessati a ristabilire un legame con la storia di questa terra, come il Valli, il Lami, il Masoni, lo Zucchelli e tanti altri ancora,.
La ricostruzione storica del tessuto insediativo di questa parte della Valdera inferiore dall’Alto Medioevo al Cinquecento (con brevi cenni all’epoca romana e su specifici argomenti anche dei secoli successivi al Cinquecento), si basa sull’analisi di un cospicuo materiale documentaristico rinvenuto nell’Archivio Arcivescovile di Lucca (il vescovato di San Martino non solo aveva la giurisdizione ecclesiastica sulle chiese di quest’area, bensì vi vantava anche un ricco patrimonio fondiario), che ci ha permesso di ricomporre con ulteriori approfondimenti i vari ambiti territoriali.
Anche il contributo dell’Archivio vescovile di S. Miniato, i cui documenti si pongono in continuità storica dal momento della nuova istituzione diocesana, è stato di notevole ausilio al nostro scopo.
L’attuale configurazione geografica del territorio comunale, oltre al Capoluogo Ponsacco, comprende gli antichi luoghi di Petriolo, Appiano e Camugliano: quattro aree distinte nell’ambito dell’antica Valdera inferiore. Tuttavia, il territorio ponsacchino ebbe una riduzione rispetto all’estensione dell’Altomedioevo, del tardo Medioevo e di epoca moderna, perché nel 1931 l’area di Nord-Ovest di Ponsacco, che si estendeva fin quasi a Lavaiano, fu assegnata al Comune di Lari, mentre l’altra di Nord-Est di Ponsacco, che risulta si estendesse fino al cimitero di Pontedera, e quella più a Sud fin sotto Treggiaia, furono assegnate al Comune di Pontedera. I confini orientali e meridionali di Ponsacco, invece, sono rimasti inalterati.
Ciascuna di queste antiche comunità ha vissuto una propria storia e, nello stesso tempo, gli avvenimenti le hanno legate l’una all’altra trovandosi geograficamente abbastanza vicine al punto di accomunarle nell’unico grande polo “communitativo”: Ponsacco. La nostra indagine storica, pertanto, prima di giungere all’attuale definizione geografica del territorio, è costretta a muoversi in quelle “terre” alla ricerca degli avvenimenti che determinarono e influirono sulla scelta politica dell’istituzione di Ponsacco come capoluogo dell’area, borgo comunemente chiamato “Terra murata”.

1606 Archivio Storico Pisano - Fiumi e Fossi n.163,f,165, c1185 Particolare della Pieve di Ponsacco con il campanile e alcune abitazioni (pag. 149)
Manuela Lupi, Mario Noferi

Presentazione  pag. 11 

 

Premessa  17

 

Capitolo I

Territorio e insediamenti nell’Alto Medioevo  21 

La viabilità terrestre e fluviale  28

 

Capitolo II

Dalla designazione onomastica dei luoghi alle origini degli ambiti territoriali  33

 

Capitolo III

Giurisdizione religiosa e politica di Lucca e di Pisa nel territorio dall’Altomedioevo al XVII secolo  39 

Organizzazione ecclesiastica e sistema amministrativo: i pivieri di Ducenta/Terravalda (poi di Appiano) e di Sovigliana 46

 

Capitolo IV

Dall’incastellamento feudale alla fortificazione comunale 53 

Del tentativo dell’Arcivescovo di Pisa di erigere un castello in Terravalda e nel luogo detto “Poggio” 58

 

Capitolo V

Gli ambiti territoriali perduti. Terravalda, Ducenta, Carlatico e Grosseto 61

Mario Noferi
Capitolo VI
Gli ambiti territoriali sopravvissuti. Appiano … 67 

La prima parte del capitolo 6 è dedicato ad Appiano, uno degli ambiti territoriali sopravvissuti della “Terra di Ponsacco”. 

Ecco una sintesi degli argomenti trattati (Leggi il libro per approfondirli):

Geografia e Toponomastica: Attualmente, la località di Appiano identifica una ristretta area a nord di Ponsacco, oggi prevalentemente industriale e conosciuta tramite il microtoponimo “a Pieve”. Storicamente, tuttavia, il territorio era molto più vasto: nato dal toponimo ad planum (luogo pianeggiante) o forse derivante da una curtes romana legata ad Appius, confinava con Ducenta, Terravalda, Gello e il fiume Cascina,.
Evoluzione Storica e il Castello: Le prime attestazioni documentarie risalgono al 944 e al 993, citando la chiesa di San Pietro e vari livelli fondiari,.
Il Castello: Sebbene si parli di un “castello” in epoche successive, fino al 1048 Appiano ne era sprovvisto, trovandosi in una fase di incastellamento simile a quella di Camugliano.
La Distruzione: Il castello e la pieve subirono una totale devastazione ad opera dei Fiorentini nel 1341,. Già nel XVIII secolo, storici come il Mariti e lo Zucchelli descrivevano il luogo come ridotto a pochi ruderi o campi coltivati, dove si officiava la benedizione durante le Rogazioni.

La Pieve di S. Giovanni Battista e S. Maria e la Chiesa di S. Pietro di Appiano …72

La seconda parte del capitolo 6 analizza la complessa storia religiosa locale, distinguendo due edifici sacri principali spesso confusi tra loro:
La grande Pieve di San Giovanni Battista, dove si facevano i battesimi.
La piccola Chiesa di San Pietro, più antica ma meno importante. Gli studiosi hanno dovuto faticare per capire quale fosse quale, perché nei vecchi documenti i nomi venivano spesso scambiati!

La campana che ha viaggiato nel tempo

Anche se gli edifici sono scomparsi, c’è un testimone speciale che è sopravvissuto fino a noi: una campana. Questa non è una campana qualunque: fu donata nel 1372 da un signore molto potente, Jacopo d’Appiano, che governava Pisa. Era una campana così grossa e pesante (“la grossa”) che il vecchio campanile non riusciva a reggerla e ne dovettero costruire uno nuovo apposta!.
Quando la chiesa di Appiano fu distrutta, la preziosa campana fu salvata e portata sulla torre di Ponsacco intorno al 1500. Lì ha suonato per secoli fino a quando, nel 1873, a causa di un incidente tecnico, si è incrinata e ha smesso di suonare. Oggi riposa silenziosa nel Battistero, dove si può ancora leggere l’antica iscrizione gotica con il nome del suo donatore.

Campana donata da Jacopo D'Appiano, 1372, proveniente dall'antica pieve di Appiano (pag.77)
Campana donata da Jacopo D'Appiano, 1372, proveniente dall'antica pieve di Appiano - Particolare (pag.79)
Manuela Lupi, Mario Noferi
Capitolo VII

Gli ambiti territoriali sopravvissuti. Camugliano … 81 

Le chiese di San Pietro poi Oratorio della Compagnia del San Rosario e di San Frediano … 89 

L’Oratorio di San Pierino … 101 

L’Oratorio di San Sebastiano … 102

 

Capitolo VIII

Gli ambiti territoriali sopravvissuti. Petriolo … 103 

La chiesa di S. Andrea di Petriolo … 108

 

Capitolo IX

Ponsacco. Dalle origini al Comune … 113 

Fortilitia comune … 121 

Tipologia dell’apparato difensivo … 127 

L’impianto urbanistico di Ponsacco … 128

 

Capitolo X

L’antica Pieve di S. Giovanni Evangelista di Ponsacco … 131 

Apparati decorativi e arredi sacri … 142 

Un’antica torre per campanile … 148

 

Capitolo XI

La nuova pieve di San Giovanni Evangelista 1823 – 1836. 

Un progetto di Alessandro Gherardesca … 151 

La costruzione del nuovo campanile … 161 

Il patrimonio fondiario delle chiese del piviere di Ponsacco e dell’Opera di S. Giovanni nel XVII secolo … 164

 

Capitolo XII

Gli Ospedali di Ponsacco: La Domus Brandelliane, la S. Crucis de Ultramare, ossia la Magione e l’ospedale di S. Bernardino unito alla Confraternita del Corpus Christi e di S. Antonio … 167 

Aspetti di vita religioso-laicale: Le Confraternite e l’Opera di S. Giovanni … 171

 

Capitolo XIII

Antiche cappelle del territorio scomparse o modificate e i nuovi oratori … 175 

L’antico Romitorio di San Giorgio in Castagnicci, poi oratorio pubblico della Famiglia Noccioli … 177 

La cappella della Compagnia del S. Rosario … 178 

L’Oratorio del Santo Rosario di Benedetto Ferretti … 178 

L’Oratorio di San Giovanni Battista e di S. Matteo Evangelista del Gabbiano … 179

 

Capitolo XIV

Cenni sui beni di uso civico. L’antico Mulino sul Cascina … 181 

L’antico Mulino sul Cascina … 185

 

Capitolo XV

La Villa di Camugliano … 189 

Vicende possessorie della tenuta di Camugliano … 191 

Dal castello alla villa: momenti evolutivi dell’edificio fra Rinascimento e Barocco … 195 

I lavori di costruzione della villa … 199 

L’apparato decorativo della villa … 202 

Il giardino … 206 

La Cappella di San Filippo … 209 

Cenni sulla Tenuta … 211

Manuela Lupi, Mario Noferi
Appendice di Documenti … 213 

Questa raccolta di documenti è un viaggio nel tempo attraverso antiche pergamene che vanno dal 944 al 1779.
Immaginate di aprire un baule pieno di antiche pergamene che svelano la nascita di una città! Tutto inizia tra il 944 e il 1103, quando documenti scritti a mano ci parlano delle prime chiese e villaggi di Appiano e Petriolo, immersi nella campagna.Ma la pace dura poco: carte del 1366 e 1374 ci raccontano di guerre e pericoli. Per salvarsi, gli abitanti devono abbandonare le vecchie case e rifugiarsi dentro le mura della “fortezza” di Ponsacco, portando con sé persino il sacro Fonte Battesimale.Tra divieti di mercati troppo rissosi (1325) e ordini per costruire campanili (1399), arriviamo al 1428: un antico censimento ci elenca finalmente i nomi e i cognomi delle famiglie che popolavano i quartieri della nuova città fortificata..

 

Ecco l’elenco sintetico dei documenti trascritti, ordinati secondo la numerazione originale (da I a X, con l’aggiunta del II BIS):


Documento I (Anno 944): Si tratta della prima attestazione della Chiesa di S. Pietro Apostolo di Appiano. È una cartula livelli in cui Giovanni, prete e pievano di Travalda, allivella beni (case e terreni) a Piero e Benedetto, figli di Dalperga.


Documento II (1103, 1 Aprile): Rappresenta la prima attestazione della Pieve fondata ed edificata ad Appiano (dedicata a S. Maria e S. Giovanni Battista). Il Vescovo di Lucca, Rangerio, concede la quarta parte dei beni della pieve a Uguccione e Tignoso.


Documento II BIS (1399, 9 Maggio): Ordine del Vicario Generale a Salvestro Vannucci, Operaio dell’Opera della Pieve di Appiano e di Ponsacco. Si ordina di spendere 34 fiorini per la costruzione del campanile e la pavimentazione della chiesa, da effettuarsi entro il novembre dello stesso anno.


Documento III (1366, 7 Ottobre): Decreto del Vicario Filippo de Rubeis indirizzato agli uomini di Appiano e Petriolo. A causa dell’insicurezza e delle guerre, si ordina che la Pieve di Appiano (ormai priva di popolo e insicura) venga trasferita e unita a una nuova chiesa da costruire nella fortezza del castello di Ponsacco (Ponte di Sacco).


Documento IV (983, 25 Luglio): Prima attestazione del luogo di Petriolo. È un livello con cui il Vescovo Teudigrimo concede terre in località Petriolo a Firmo e Rainberto.


Documento V (1143): Sentenza relativa a una disputa giurisdizionale tra l’Arcivescovo di Pisa e il Vescovo di Lucca riguardo al tentativo dell’Arcivescovo pisano di erigere un castello in Terravalda (nel luogo detto “Podio” o Poggio), in violazione dei diritti lucchesi.


Documento VI (1325-1326): Petizione del Comune di Petriolo (parte dei Consigli del Senato e della Credenza di Pisa). Si richiede di vietare il mercato che si svolgeva nel borgo di Ponte di Sacco, poiché causava risse, feriti e danni agli abitanti dei paesi vicini.


Documento VII (1370, 26 Settembre): Provvisione degli Anziani del Comune di Pisa per la edificazione del castello di Ponsacco. Il documento concede immunità e franchigie agli abitanti di Appiano, Petriolo e Camugliano che andranno ad abitare nel nuovo castello.


Documento VIII (1374): Relazione della visita pastorale e decreto del Vescovo di Lucca, Baldassarre Manni. Ordina il trasferimento ufficiale del Fonte Battesimale dalla distrutta Pieve di Appiano alla nuova Pieve di San Giovanni Evangelista dentro il castello di Ponsacco.


Nota: L’appendice include anche il Documento IX, un estratto del Catasto del Comune di Pisa (1428-1429) che elenca le famiglie e le cappelle dei quartieri di Ponsacco (Kinseca, Ponte, Mezzo, Fuori Porta), e un Documento X del 1779 riguardante l’Oratorio della Villa di Camugliano.

 

Manuela Lupi, Mario Noferi
Fonti Archivistiche … 241 
Fonti bibliografiche … 247

 

Visita la biblioteca on-line
Scopri le 7 aree tematiche

To keep connected with us please login with your personal info.

New membership are not allowed.

Enter your personal details and start journey with us.