Un popolo una chiesa

Comitato cittadino pro restauro chiesa Arcipretura Ponsacco

Un popolo una chiesa

150 anni di cronaca storica e religiosa del popolo di Ponsacco e della sua chiesa

UN POPOLO UNA CHIESA

Autore: Comitato cittadino pro restauro chiesa Arcipretura Ponsacco

Redazione storica: Fausto Pettinelli     Redazione etico-religiosa: Danilo Chiarugi

Disegni e grafica: Brunero Gasperini

Fotografia: Guido Guidi, Foto Meoni di Giuseppe Bellini

Scheda di notizie architettoniche: Claudio Salvadori

Scheda iconografica: Pier-Marco De Santi

Ricerca fotografica: Fernando Lombardi

Coordinazione e documentazione: Benozzo Gianetti

Pubblicazione:  Ponsacco, Tipolito Nuovastampa 1986
Descrizione fisica: 152 p. : ill. ; 32 cm

UN POPOLO UNA CHIESA

Il consiglio di Giovanni, l'aquilotto

Il libro racconta la storia di una piccola comunità, come tante in Italia, e del suo legame con la chiesa. All’inizio, l’autore della prefazione Floriano Romboli, si chiede se non sia una cosa noiosa, una semplice lista di date e fatti.  Ma poi, Romboli cambia idea. Quel “piccolo mondo” di Ponsacco, di cui anche lui fa parte con orgoglio, non è affatto banale! È come uno specchio in cui si riflette tutta la storia umana, con la sua lotta eterna tra bene e male, tra il desiderio di qualcosa di grande e spirituale e la quotidianità più terra-terra.
Questo libro non è una celebrazione forzata, ma un affettuoso omaggio di chi ama la propria terra.
Chi ha scritto i vari capitoli ha saputo trovare, tra le vecchie pietre e i documenti, i segni di un’identità forte e profonda, che va ben oltre i confini del paese. La piccola storia di Ponsacco si intreccia con la Storia più grande dell’Italia!
Uno degli autori, Fausto Pettinelli, fa proprio questo: accosta l’umile fatica dei ponsacchini che costruivano la chiesa (parla di un freddo inverno del 1823, quando un gruppetto andò dal parroco a dire che la vecchia chiesa era troppo piccola!) ai grandi eventi nazionali.
Il vero cuore del libro è la gioia e l’impegno della comunità nel costruire la “casa di Dio”, che era molto di più di un semplice edificio. Era un monumento ai valori essenziali, alla fede vissuta con partecipazione. Romboli cita un teologo che dice: Dio non ci ha dato un mondo finito, ma un mondo da costruire! Siamo noi i responsabili del futuro.
Un futuro che vede una Chiesa, liberata dai legami con il potere politico e aperta al dialogo con i laici,  il mondo e le altre religioni. 

La Prefazione magistrale di Floriano Romboli - citazioni significative

“…Se c’è una nota che unifica profondamente i pur diversi contributi che formano questo affettuoso omaggio di ponsacchini alla loro chiesa nell’anniversario della sua consacrazione, essa mi pare risiedere proprio in un atteggiamento d’amore; amore per le tradizioni, le memorie, gli avvenimenti, i personaggi di una piccola storia, che pure sa animarsi e ravvivarsi ai nostri occhi, grazie alla fatica meritoria di chi ha saputo ricostruirla e interpretarla con equilibrio, individuandone i significati d’interesse non banalmente localistico, ma rinvianti a un vissuto autentico, in grado di rivelare solidi nessi, contatti profondi con la storia più grande, con la più generale vicenda della società regionale e nazionale...”

“…Ma il senso più profondo dell’intero volume consiste nella «celebrazione» delle varie fasi di un comune, febbrile e pur gioioso lavoro costruttivo, di un impegno di «edificazione» che sarebbe davvero limitato ridurre alla semplice dimensione materialmente fabbricativa; costruire la casa di Dio significava soprattutto erigere un monumento ai valori essenziali, dare concreta e tangibile testimonianza ai principi di una fede vissuta con intensità e convinta partecipazione, di una fede intesa come segno di attiva presenza nel mondo...”

“…È quindi soprattutto un grande patrimonio di energie morali che festeggiamo in questo centocinquantesimo anniversario della consacrazione della chiesa di Ponsacco: credo che noi, ponsacchini e cristiani di oggi, ne saremo degni, ove sapremo, non già adattarlo alla vuota quotidianità, appiattirlo nel grigiore dell’esperienza ordinaria dominata troppo spesso da compromessi avvilenti, da aspettative di successo utilitario, ma farne occasione di servizio, d’amore e di salvezza per tutti, motivo e momento di intensa e non ipocrita aspirazione al Regno del Padre comune.”

Leggi il libro  Un popolo una Chiesa per la versione integrale…

Piazza mercatale, oggi S.Giovanni come appariva prima della costruzione della chiesa (1823)
Disegno originale della Chiesa di S.Giovanni Ev. eseguito da arch. Alessandro Gherardesca
Pier Marco De Santi
“Colori e immagini di un libro”
Recensione artistica alle illustrazioni ad acquerello ed alla copertina di Brunero Gasperini

…I cerimoniali evocati dal pennello discreto dell’autore, per alcuni saranno solo una semplice rivisitazione di tradizioni liturgiche ormai scomparse, per i più giovani costituiscono il documento di una serie di eventi non sufficientemente noti, per altri ancora sono la cartina di tornasole per vivificare alla memoria aneddoti, personaggi, umori legati inscindibilmente alla vita e alle abitudini delle nostre famiglie. 

Questi acquarelli scorrono sotto gli occhi come altrettante locandine di una storia per immagini che è quella del paese reale, che non ha protagonisti, ma nella quale tutti hanno svolto il ruolo principale.

La copertina del volume è il manifesto simbolico di questa storia centrata sugli elementi di un’etica religiosa e sul continuum tra passato e presente difficilmente confutabile.

Il razionalismo del taglio architettonico, la perfetta struttura prospettica dei rimandi verticali, l’agiografia del simbolo centrale, le quinte marmoree ed amorfe di un materiale ancora da plasmare sono parti di un tutto, di un cammino mai conclusivo, sempre perfettibile, lungo la strada della storia religiosa di Ponsacco…”

 

Pier Marco De Santi

Leggi il libro  Un popolo una Chiesa per la versione integrale…

Copertina del libro - Grafica di Brunero Gasperini
Autori vari
Presentazioni e prefazione 

Presentazione del Vescovo … pag. 7 

Presentazione dell’Arciprete Don Elio Meliani » 9 

Presentazione del Sindaco Silvano Granchi » 11 

Prefazione di Floriano Romboli… » 13 

Due epoche a confronto … » 18

Grafica di Brunero Gasperini
FAUSTO PETTINELLI - BENOZZO GIANETTI
Storia della costruzione della chiesa, dei suoi rifacimenti e restauri dal 1823 al 1986 … pag.21 

1823. Il popolo di Ponsacco decide di costruire la nuova chiesa … » 25

1824. Si iniziano i lavori … » 27

1825. Anno Santo. I lavori procedono speditamente … » 28

1826-1828. Il Granduca nega l’aiuto finanziario … » 30

1829-1833. Cinque anni di contrasti … » 32

L’uomo santo … » 35

1834-1835. Riprendono i lavori … » 36

1836. Solenne consacrazione della nuova chiesa … » 38

1846. Dieci anni dopo la consacrazione … » 40

1862-1873. Costruzione del campanile … » 41
Il camposanto, opera dell’Arch. Bellincioni … » 45

1873-1901. Trent’anni di stasi nelle opere murarie … » 48

1901-1938. Il ponsacchino Don Ranieri Barnini … » 49

1938-1963. Il piemontese Carlo Scalenghe … » 54

Dal 1963 ad oggi. Don Elio Meliani … » 61

Gli attuali lavori di restauro … » 69

Leggi il libro  Un popolo una Chiesa per la versione integrale…

1910 Piazza San Giovanni - Cartolina edita dalla tipografia Gino Dani di Pontedera
STORIE DI ARCA
L’arciprete con “la voglia del calcinaccio”: Don Scalenghe.
Eroe, spirito innovatore e rabdomante sognava una piazza sacra nel centro di Ponsacco

Immaginate un prete che sembra uscito da un libro di avventure: Don Carlo Scalenghe! 

Arrivato a Ponsacco nel 1938 dopo essere stato missionario nella lontana Cina, era una figura davvero caleidoscopica. Sotto l’aspetto di un severo piemontese, definito “degno compatriota di Cavour”, nascondeva un cuore generoso, pronto a vendere di nascosto la sua macchina fotografica per aiutare i poveri. 

Era coltissimo, ma la sua fama tra i ragazzi e gli adulti era legata a doti quasi magiche. Era infatti un apprezzato “rabdomante”: aveva il dono misterioso di trovare l’acqua e i pozzi nel sottosuolo!

Ma soprattutto, era un prete-muratore con quella che tutti chiamavano la «voglia del calcinaccio»

Non stava mai fermo: trasformò la facciata e gli interni della chiesa di San Giovanni Evangelista, costruì il Cinema Teatro Italia e fondò la Casa di Riposo

Ma il suo sogno più audace rimase sulla carta. Don Scalenghe voleva trasformare la piazza del paese in una magnifica «agorà spirituale», un luogo sacro dedicato solo alla preghiera. Per realizzare questo “chiostro” perfetto, era pronto a fare una pazzia: demolire la sua stessa casa, la canonica!,. 

Il suo piano prevedeva che sulla piazza restassero solo la chiesa, il campanile e il battistero, mentre la casa del prete sarebbe stata ricostruita altrove. Purtroppo, il progetto “andò in fumo” perché i proprietari del terreno vicino non vollero vendergli lo spazio per la nuova casa.

Nonostante questo, rimase un eroe: durante la guerra salvò il ponte del paese minato dai tedeschi usando l’astuzia.

Un uomo apparentemente rigido, ma capace di sognare in grande per il suo popolo, che diventò persino Cameriere segreto di sua Santità il Papa…

Leggi il libro  Un popolo una Chiesa per approfondire…

FAUSTO PETTINELLI - BENOZZO GIANETTI - FOTO MEONI DI BELLINI e GUIDO GUIDI
1938-1963 Il piemontese Carlo Scalenghe modifica  e abbellisce  la chiesa

MODIFICHE ALLA FACCIATA DELLA CHIESA 

L’intero rifacimento della facciata della chiesa fu uno dei primi importanti lavori voluti dall’arciprete Scalenghe il quale, dopo aver a lungo studiato la prospettiva ed aver raccolto anche numerose opinioni fra i fedeli, nell’immediato dopoguerra ordinò l’avvio dei lavori che dovevano, sia pure in piccola parte, modificare l’intero frontone.

Fu in quell’occasione che vennero messe nelle due nicchie le statue dei Santi protettori di Ponsacco, Giovanni Evangelista e Costanzo.

 

MODIFICHE INTERNE

Don Scalenghe volle dare una sistemazione più razionale a tutto il tempio costruendo le Cappelle che fiancheggiano l’altare maggiore e che sono dedicate al SS. Crocifisso e alla Madonna della Neve.

Questi lavori comportarono un rifacimento totale dei locali adibiti a Sacrestia e le pitture del soffitto, della cupola, dell’abside e dei pennacchi. L’intera opera, svolta in varie fasi, fu terminata negli anni 1958-59. Egli arricchì la chiesa anche di pregevoli simulacri lignei realizzati dagli scultori di Ortisei, in Val Gardena; fra questi, il Gesù Morto, la Madonna del Carmine, l’Addolorata e Gesù Bambino.

Sono di quegli anni anche la balaustra di marmo che delimita il presbiterio, il pavimento del presbiterio, una artistica «Via Crucis» e il Fonte Battesimale.

 

STORIE DI ARCA
Sintesi cronologica dei lavori della chiesa di San Giovanni Evangelista tratta dal libro “Un popolo una chiesa”

La decisione di edificare la nuova chiesa, resa necessaria dall’incremento demografico, fu presa nel maggio 1823.

Il pievano Giovan Antonio Ferrucci costituì insieme ad altri 11 notabili ponsacchini una Deputazione o Comitato per portare avanti il progetto e che doveva garantire al Granducato la somma della costruzione qualora non fossero sufficienti le oblazioni del popolo.

Affidato il progetto all’architetto Alessandro Gherardesca, la prima pietra fu posata il 15 novembre dello stesso anno. Nonostante il Granduca di Toscana avesse negato più volte un contributo, i lavori procedettero speditamente grazie al sostegno della popolazione, che contribuì anche manualmente, permettendo la copertura del tetto entro il 1828.

Dopo un periodo di rallentamento dovuto a dissidi interni e carenza di fondi, l’edificio fu completato e solennemente consacrato il 23 ottobre 1836.

Appena dieci anni dopo, il terremoto del 1846 causò il crollo di una volta e lesioni alla navata, imponendo la chiusura al culto fino al restauro del 1849.

Tra il 1862 e il 1873 fu edificato separatamente il campanile, uno dei primi in Italia in stile eclettico, su progetto dell’Ing. Torracchi,.

Nel XX secolo si susseguirono ulteriori interventi di ammodernamento. Sotto l’arciprete Barnini furono realizzati l’impianto elettrico e, tra il 1911 e il 1912, le vetrate istoriate.

Nel secondo dopoguerra (1938-1963), Don Carlo Scalenghe modificò la facciata, trasformando il rosone in circolare, e costruì le cappelle laterali e la nuova sacrestia, terminate nel 1958-59.

Infine, tra il 1985 e il 1986, in occasione del 150° anniversario, Don Elio Meliani ha coordinato un restauro radicale che ha interessato la copertura, il pavimento e l’adeguamento liturgico del presbiterio,,.

Leggi il libro  Un popolo una Chiesa per approfondire…

FAUSTO PETTINELLI - BENOZZO GIANETTI
Tavole in quadricromia degli affreschi e delle opere artistiche … » pag. 75

Elenco cronologico degli affreschi e delle opere pittoriche murali realizzati all’interno della Chiesa di San Giovanni Evangelista: 

1. Pitture della Cupola (1829 -1830)
Autore: Giuseppe Bacchini di Cascina
Descrizione: Decorazione pittorica della cupola con virtù teologali: fede, speranza , carità e le virtù cardinali: giustizia, fortezza, temperanza in mezzo ad una gloria di angeli.

2. Visione Apocalittica (1848)
Autori: pittori fiorentini Ezio Marzi e Gaetano Sarti
Descrizione: Dipinti situati nel soffitto della navata centrale, raffigurante la visione apocalittica del Redentore (Sarti) e San Michele e il drago (Marzi)e il tentativo di martirio di San Giovanni Ev. (Marzi)

3. Decorazioni del Coro, Cupola e Navata (1901-1938)

4. Ciclo pittorico del Dopoguerra (1958-1959)
Autori: Antonio Gaioni e P.Tito 
Descrizione: Pitture del soffitto (Gaioni), dell’abside (Gaioni) e dei pennacchi. Questi lavori furono eseguiti nel contesto della ristrutturazione voluta per creare le nuove cappelle laterali dedicate al SS. Crocifisso e alla Madonna della Neve. La lunetta sotto l’arco della facciata (esterno/atrio) fu anch’essa affrescata in questo periodo.

DANILO CHIARUGI
Evoluzione etico religiosa del popolo di Ponsacco dal 1823 ad oggi …pag. 87 -134

Fede, tradizioni religiose, vizi e virtù dei ponsacchini nel 1800 … » 90

Le confraternite … » 91

La vita religiosa e sociale … » 94

Giuncaioli, Mosti e Maccanti: parroci a breve termine … » 98

Le Suore Sacramentine … » 99

La Confraternita di

Misericordia … » 101

Don Oreste Masini … » 102

Il linguaggio delle campane … » 104

La Coccurana … » 107

Don Ranieri Barnini … » 108

Il Vescovo Baldini … » 11

Don Carlo Scalenghe … » 113

Don Elio Meliani … » 121

Sacerdoti nativi di Ponsacco … » 124

La ragazza guaritrice … » 125

Madonna pellegrina … » 126

Opere parrocchiali … » 127

Parrocchie nel territorio di Ponsacco … » 133

Il tappeto di fiori della processione del Corpus Domini - illustrazione di Bruno Gasperini
Comitato cittadino pro restauro chiesa Arcipretura Ponsacco
Documentazione … » 135

L’Architetto Alessandro Gherardesca … » 136

Cronistoria di Ponsacco dalle origini al 1823 … » 137

Notizie sull’organo Agati … » 139

Pergamena del 1366 … » 141

Pergamena del 1374 … » 142

I solenni festeggiamenti della Madonna della Neve … » 145

Convenzione per la casa di riposo … » 147

I parroci e i maestri di Ponsacco … » 148

Elenco dei lavori di restauro … » 149

Il Comitato Cittadino Pro Restauri Chiesa … » 151

Bibliografia e documentazione ..» 152

1829 Affresco della cupola di G. Bacchini - virtù teologali e virtù cardinali in mezzo a gloria di angeli
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