Il monumento al Maggiore Rodolfo Valli a Ponsacco:1896-2006, 110°anniversario
Il monumento al maggiore Rodolfo Valli
1896-2006, 110°anniversario
Autore: a cura di Lucia Marrucci con la collaborazione di:
Istituto scolastico Comprensivo “L. Niccolini” Ponsacco classe 3E
Associazione Nazionale Bersaglieri sezione RodolfoValli Ponsacco
Pubblicazione: Pontedera : Tagete Edizioni, 2006
Descrizione fisica: 91, IV p. : ill. ; 24 cm
Con il contributo di: Ass. Cultura e Alla Pubblica Istruzione comune di Ponsacco e Libreria Venagli
Il consiglio di Ardea, l'airone
Ciao a tutti, ragazzi e ragazze! Sono Ardea, l’airone esperta in personaggi illustri, e oggi vi porto in un viaggio nel tempo, proprio qui a Ponsacco. Avete mai sentito parlare di Rodolfo Valli? Era un Maggiore, un militare coraggioso che, purtroppo, è morto tantissimo tempo fa, nel 1896, durante una battaglia lontana chiamata Adua.
Pensate che a Ponsacco c’era un monumento dedicato a lui! Questo libro che ho tra le zampe (o meglio, tra le ali!) è come una macchina del tempo. Ci aiuta a capire chi era davvero Rodolfo Valli, cosa c’era dietro la storia di quella guerra in Africa che chiamavano “colonialismo” e perché questo monumento è stato costruito… e poi tolto!
Preparatevi a scoprire segreti, a ricostruire la vita di un cittadino importante di Ponsacco e a capire come il passato, anche quello più difficile e lontano come la battaglia di Adua, si intreccia con la nostra storia di oggi. Seguite le mie piume, ne vedrete delle belle!
Parola all'autrice: Lucia Marrucci
“…Un grazie ai miei alunni che mi hanno sopportato e supportato, dandomi l’opportunità di realizzare una ricerca storica un po’ anomala in ambito scolastico, per certi versi ostica e lontana dai ragazzi per tematiche e tempi, ma inaspettatamente anche appassionante poiché ci ha permesso di scoprire aspetti imprevedibili e molto interessanti della vita di Ponsacco alla fine del XIX secolo…”
I detective del tempo a caccia di documenti: gli alunni della III E
“La nostra insegnante in occasione dello svolgimento del programma di storia di quest’anno e in particolare per lo studio della politica coloniale italiana e della battaglia di Adua del 1896 contro gli Etiopici, ci ha proposto di realizzare una ricerca sul compaesano Rodolfo Valli, morto proprio durante quello scontro.
…Noi non conoscevamo quei fatti e pochi di noi a malapena ricordavano il suo monumento, posto in un angolino davanti alla facciata del Comune, ma una cosa ci è sembrata ovvia: il Valli è sicuramente uno dei personaggi più famosi di Ponsacco, come testimonia il fatto che gli abbiano dedicato un monumento e una piazza. Quindi abbiamo accettato e ci siamo messi al lavoro. E subito sono cominciate le difficoltà. Per trovare notizie, noi siamo abituati a consultare enciclopedie o siti Internet, ma per il Valli abbiamo trovato solo poche righe….
…Dal libro di Fausto Pettinelli “Origini, vicende e gente di Ponsacco” abbiamo ricavato alcune informazioni, ma poi… più nulla…
Bisognava passare alla “ricerca sul campo”. Allora siamo andati a “caccia” di documenti che ci potessero fornire informazioni più precise sul maggiore e sulla sua famiglia…”
Gli alunni dea III E, tratto da “Un giorno ad Adua” a pag. 42
Leggi il Testo completo dei dectective del tempo: "Un giorno ad Adua" a pag. 42
La nostra insegnante in occasione dello svolgimento del programma di storia di quest’anno e in particolare per lo studio della politica coloniale italiana e della battaglia di Adua del 1896 contro gli Etiopici, ci ha proposto di realizzare una ricerca sul compaesano Rodolfo Valli, morto proprio durante quello scontro.
Noi non conoscevamo quei fatti e pochi di noi a malapena ricordavano il suo monumento, posto in un angolino davanti alla facciata del Comune, ma una cosa ci è sembrata ovvia: il Valli è sicuramente uno dei personaggi più famosi di Ponsacco, come testimonia il fatto che gli abbiano dedicato un monumento e una piazza. Quindi abbiamo accettato e ci siamo messi al lavoro. E subito sono cominciate le difficoltà. Per trovare notizie, noi siamo abituati a consultare enciclopedie o siti Internet, ma per il Valli abbiamo trovato solo poche righe.
Dal libro di Fausto Pettinelli “Origini, vicende e gente di Ponsacco” abbiamo ricavato alcune informazioni, ma poi… più nulla.
Bisognava passare alla “ricerca sul campo”. Allora siamo andati a “caccia” di documenti che ci potessero fornire informazioni più precise sul maggiore e sulla sua famiglia…
All’inizio le cose non sono andate in modo molto incoraggiante poiché non riuscivamo a trovare neppure l’atto di nascita del Valli ma alla fine abbiamo trovato molti documenti, potendo così correggere alcune inesattezze trovate sui libri di storia locale e conoscere meglio l’eroe di Ponsacco.
La prima scoperta rilevante è stata quella che Rodolfo Valli non è nato a Ponsacco e ci deve aver vissuto molto poco, anche se la sua famiglia era ponsacchina.
Poi ne sono venute altre. Abbiamo lavorato individualmente ed in gruppo ed abbiamo letto, analizzato e rielaborato molti documenti. Fra i più interessanti vi erano un manoscritto sulla storia della famiglia Valli, scritto personalmente dal padre di Rodolfo, gli articoli e le illustrazioni di giornali dell’epoca e le carte conservate nell’Archivio Storico del Comune.
Peccato che la professoressa non ci abbia potuto portare tutti a lavorare negli archivi e nelle case delle persone che molto gentilmente hanno messo a nostra disposizione i documenti che possedevano: siamo troppi ed anche un po’ troppo confusionari (dicono i professori).
A dire la verità, oltre che interessante e sorprendente per alcuni aspetti, il lavoro è stato parecchio difficoltoso per noi ragazzi, poiché quasi tutti i documenti sono scritti a mano, con inchiostro sbiadito o pieni di riccioli e segni a volte indecifrabili (anche se la nostra prof. ci diceva che quelle calligrafie erano facilissime da decifrare a confronto dei nostri compiti scritti!) Quando credevamo di aver concluso il lavoro, venivano fuori altri documenti e bisognava ricominciare da capo…
Però dopo controlli approfonditi, sempre sotto la sorveglianza dell’insegnante, siamo arrivati alla conclusione. Questo è il risultato del nostro lavoro di ricerca storica sul Valli.
Gli Alunni della III E
Sintesi SMALL del libro "Il monumento al maggiore Rodolfo Valli"
Detective del Tempo: La 3E alla scoperta del Maggiore Valli
Avete mai passeggiato per Piazza Valli a Ponsacco chiedendovi chi sia quel signore baffuto scolpito nel bronzo? Spesso i monumenti ci guardano silenziosi, ma se si sa come interrogarli, hanno storie incredibili da raccontare. Questo libro è la prova che la storia non si studia solo sui manuali polverosi, ma si può toccare con mano, proprio come hanno fatto gli studenti della **classe 3E** della scuola media “Lapo Niccolini”.
Guidati dalla passione della professoressa Lucia Marrucci, questi giovani “detective della storia” hanno accettato una sfida: svelare il mistero del Maggiore Rodolfo Valli. Invece di accontentarsi di qualche riga su internet, sono scesi in campo, entrando negli archivi del Comune e della Parrocchia. Immaginateli mentre sfogliano documenti vecchi di oltre cent’anni, cercando di decifrare calligrafie ottocentesche piene di riccioli, inchiostro sbiadito e parole ormai dimenticate.
Grazie al loro lavoro minuzioso, hanno corretto i libri di storia locale! Hanno scoperto, per esempio, che l’eroe che tutti credevano ponsacchino era in realtà nato a San Giovanni Valdarno, e hanno ricostruito il suo viaggio verso l’Africa, dove morì combattendo con coraggio nella terribile battaglia di Adua del 1896, rifiutandosi di arrendersi davanti al nemico.
Ma questo libro racconta anche la storia di una comunità. Attraverso le lettere ritrovate dagli studenti, rivive l’emozione di un intero paese che, cent’anni fa, si unì per raccogliere le lire necessarie a costruire il monumento. Dai nobili ai contadini, tutti vollero lasciare un segno per il loro “eroe buono”.
Leggendo queste pagine, non troverete solo date e battaglie, ma il risultato di un’avventura scolastica straordinaria. La 3E e la professoressa Marrucci ci dimostrano che la memoria di un paese appartiene a chi ha la curiosità di custodirla, trasformando un pezzo di bronzo in una storia viva che parla ancora oggi di coraggio, sacrificio e affetto.
Presentazione pag.3
Premessa dell’autrice: “Non c’è due senza tre “ pag. 4-5
La politica coloniale italiana da Assab ad Adua pag. 8
La battaglia di Adua pag. 21
Atlante fotografico pag. 24
Un giorno ad Adua pag. 42
Rodolfo Valli pag. 44 -56
(S.Giovanni Valdarno (Ar) 13 maggio 1854 – Adua 1 marzo 1896)
Sul bollettino di guerra “La guerra italo-abissina” del 21 aprile 1896 alle pagine 164 e 166 c’è un bel ritratto de “Il maggiore Rodolfo Valli: “…Bell’uomo dalle spalle quadre e dalla faccia franca, abbronzata dal sole, associava alla robustezza fisica le maniere di perfetto gentiluomo. Nella conversazione richiamava subito l’attenzione per la verve con cui parlava delle questioni del giorno, e per gli studi che mostrava di aver fatto; tra le altre cose, conosceva molto bene la storia della colonizzazione e confessava che vi si era dedicato con molta cura prima di avanzare la domanda per essere trasferito nelle truppe dell’Eritrea. Così Adolfo Rossi delinea il maggiore de’ bersaglieri Rodolfo Valli del quale non si ha ancora alcuna precisa notizia. Il Valli apparteneva (pur troppo si è quasi costretti ad adoperare questa forma rattristante!) ad antica famiglia di Ponsacco nella provincia di Pisa. Egli nacque però in San Giovanni Val d’Arno, da un delegato del Governo Toscano, ivi residente, nel 1854. Entrò giovanissimo nel collegio militare di Napoli, e uscì da quello di Torino a vent’anni, sottotenente dei bersaglieri; arma che non volle mai lasciare. Nominato capitano, insegnò per cinque anni storia militare nella scuola di Modena. Negli ultimi moti della Sicilia, fu incaricato di missioni delicate e pericolose in quelle regioni; colla sua energia e colle maniere dolci e concilianti seppe farsi obbedire ed amare dalle popolazioni. Nel gennaio dell’anno scorso, chiese d’andare in Africa. San Giovanni Val d’Arno che lo idolatrava, gli fece prima della sua partenza una dimostrazione così affettuosa che il rigido militare non potè frenare le lagrime. In Africa, ebbe il comando della zona di Cheren, dove portò miglioramenti nel forte, nei villaggi, nella zona. Nella conca aveva notato che dopo le grandi pioggie si abbandonava una quantità di erba, mentre comperavasi a caro prezzo il foraggio per le bestie del presidio. Egli allora fece regolarmente tagliarvi molto fieno, provvedendone largamente i magazzini con una spesa minima. Nell’amministrazione della giustizia conciliava le consuetudini locali e il nostro codice, con vantaggio del prestigio italiano. Partì da Cheren per assumere il comando del 7° battaglione indigeni. Dopo la disfatta del 4° (Toselli) il settimo battaglione del Valli passava per il più forte, il più ardito e il meglio organizzato battaglione indigeno. Nella battaglia di Adua il 7° fu uno dei primi impegnati, e pochi (e quasi tutti feriti) sono i superstiti! “
Scrive Fausto Pettinelli (nonno) su “La Nazione”: “…Era naturale che un tale uomo chiedesse di andare a difendere la bandiera italiana in Affrica, e vi andò. Travolto con la brigata Albertone nella infausta giornata di Adua, maggiore del 3° bersaglieri, tenne testa al nemico per parecchie ore e cadde morto con una ferita alla gola. Le sue ultime parole furono per l’Italia; il suo ultimo sguardo fu per la bandiera...”
Leggi il libro per approfondire la biografia di Rodolfo Valli
Le onoranze pag. 53
Il Comitato pag. 57
Il concorso pag. 64
Il monumento pag. 69
L’inaugurazione pag. 74
La rimozione pag. 82
La ricostruzione pag. 85
Conclusioni pag. 86
Il capitolo rappresenta una riflessione conclusiva volta a riabilitare la memoria storica di Rodolfo Valli, un militare di Ponsacco celebrato per il suo straordinario valore umano e civile. Attraverso una sintesi di testimonianze e analisi biografica, l’autore delinea il profilo di un “eroe buono” caratterizzato da un profondo spirito di abnegazione, onestà intellettuale e una naturale inclinazione verso la pacificazione e l’altruismo. Nonostante abbia combattuto per una causa storicamente complessa, la narrazione ne esalta il coraggio estremo nel non abbandonare i propri uomini, elevandolo a simbolo di integrità morale che trascende il tempo. In definitiva, l’opera si propone di restituire dignità al suo ricordo e al monumento a lui dedicato, invitando le nuove generazioni a riconoscere in Valli un esempio di dedizione incondizionata al dovere e al prossimo.
Leggi il Testo completo dei dectective del tempo: "Conclusioni" a pag. 86
Da tutte queste testimonianze ci sembra che emerga la necessità di una rivalutazione della figura del Valli agli occhi dei ponsacchini e degli “uomini del XXI secolo”. Giunti alla fine del nostro lavoro, siamo ancor più convinti che la nostra iniziale e spontanea risposta alla domanda della professoressa: “Perché fare una ricerca su Rodolfo Valli?” quando rispondemmo: “Perché è stato sicuramente un personaggio importante per il nostro paese!” sia scaturita da un’impressione istintiva ma poi rivelatasi ragionevole e motivata.
Indubbiamente il Maggiore Rodolfo Valli avrebbe meritato di morire per una causa più giusta, ma non si può negare il fatto che i testimoni, pur parlando di una persona scomparsa e quindi in maniera positiva, ne hanno tutti tessuto le lodi. Gli unici nei alla sua specchiata persona potrebbero essere quelli del desiderio di gloria e di avventura, che però è tipico dei giovani (ci dicono i grandi) e un po’ di pignoleria nel perseguimento dei suoi ideali.
Forse noi oggi lo considereremmo un “secchione” negli studi e troppo disciplinato, ma ci sembra che manchino altri elementi negativi tendenti a sminuire la figura di questo ponsacchino che certamente morì coraggiosamente per la propria patria, dando anche prova nella sua breve vita di spirito di abnegazione ed altruismo verso la famiglia, i paesani, i commilitoni, gli amici e le persone con cui ebbe la ventura di incontrarsi. Studioso, di carattere aperto, gioviale era amato e stimato da tutti.
A Ponsacco gli volevano bene tutti, possidenti e popolani, anche se trascorreva in paese solo dei brevi periodi di licenza e poi ci sono diverse testimonianze della sua opera pacificatrice e delle delicate missioni di conciliazione di cui fu protagonista.
Ai giorni nostri lo troveremmo sicuramente volontario in missione di pace in qualche “zona calda” (Iraq, Palestina, Afghanistan, Sudan) dove opera l’esercito italiano. Sicuramente Rodolfo Valli era molto coraggioso.
Scrive l’onorevole Bianchi:
[…] Distrutto il suo diletto reparto, perita la massima parte dei suoi ufficiali, rimasto solo, egli avrebbe potuto indubbiamente salvarsi, giovane ed aitante della persona, nel pieno vigore delle forze, egli avrebbe potuto allontanarsi a rapidi passi da quel campo di dolore che fu campo di gloria per le armi italiane, non seppe e non volle farlo; non seppe e non volle volgere le spalle al nemico, quando il farlo sarebbe stato prudenza, non viltà; non gli bastò l’animo di aver salva la vita mentre aveva salvo l’onore, e non volle sopravvivere alla disfatta dei suoi!
Rodolfo Valli per noi è un eroe buono, e per questo va ricordato con rispetto, come pure va rivalutato il suo monumento che è un po’ anche il ricordo marmoreo ai ponsacchini che lo vollero e lo seppero realizzare. Quella attuale sarà la sistemazione definitiva o gli anni futuri porteranno nuovi cambiamenti? Povero Rodolfo Valli, eroe scomodo di una patria non sempre grata e riconoscente anche nei confronti di coloro che hanno dato la loro vita per lei.
Gli Alunni della III E
I Bersaglieri: una corsa senza tempo pag. 87
Associazione Nazionale Bersaglieri pag.88
La Sezione “Maggiore Rodolfo Valli” di Ponsacco pag. 89
Approfondimenti
L’esercito abissino
La litografia
La fusione a cera persa
Oreste Chilleri
Telemaco Signorini
Crediti e contributi del libro
Copyright
Tagete Edizioni via F.lli Marconcini, 60 56025 Pontedera (PI) mtagete@email.it
Tagete è Michele Quirici e Valentina Filidei
© Copyright 2006 Tagete Edizioni È vietata ogni riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo, senza l’autorizzazione scritta di Tagete Edizioni.
ISBN 88-89053-62-3 978-88-89053-62-1
Ringraziamenti
L’Istituto Comprensivo “Lapo Niccolini” di Ponsacco e l’insegnante coordinatore ringraziano tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo lavoro di documentazione ed alla ricerca storica sul Maggiore Rodolfo Valli, la casa editrice Tagete e l’esploratore – ricercatore Luca Lupi. In modo particolare ringraziano sentitamente l’Amministrazione Comunale, il Sindaco Alessandro Cicarelli, gli Assessori Fabrizio Lupi e Barbara Guerrazzi, l’Associazione Nazionale Bersaglieri sezione Magg. “Rodolfo Valli”, il sig. Franco Citi, la dott.ssa Michela Pezzini per l’Archivio Storico, le sig.re Tamara Iacoponi e Roberta Gerini per l’Ufficio Servizi Demografici, Monsignor Renzo Nencioni e Giovanna Nannetti per l’Archivio Parrocchiale e i signori Fausto Pettinelli, Anna Maria Gasperini Guiducci, Giuseppe Panicucci, Alfonso Mugnaioni, Carlo Dal Canto, Daniele Menciassi ed i colleghi Luigi Diodati e Luisa Petrolini
Foto di copertina
L’illustrazione italiana, 5 novembre 1899
Referenze fotografiche
Luca Lupi: 5-6-7-8-9-10-16-18; Lucia Marrucci: 1-2-4-11-12-13-14-34-46-52-73-80; Archivio Bersaglieri: 40-55-57-77; Archivio Comunale di Ponsacco: 35-41-48-49-50-51-53-54-56-58-59-60-61-62-64-65-66-74; Fausto Pettinelli: 3-19-20-21-22-23-24-25-26-27-28-29-30-63; Tratte da Fausto Pettinelli “Origini vicende e gente di Ponsacco”, Associazione Amici della Musica, Ponsacco, 1992: 67-68-69-70-71-72; Tratte da “1938 – 1988 50° Anniversario di fondazione della Sezione”, Associazione Nazionale Bersaglieri, Sezione “Magg. Rodolfo Valli” Ponsacco: 47-75-76-78; Eugenio Guiducci: 17-36-37-38-39-42-43-44-45; Michele Quirici: 15-79.
Con il contributo di
Assessorato alla Cultura Assessorato alla Pubblica Istruzione
Libreria Venagli
Stampa
Nuovastampa, Ponsacco














