La nostra gioventù

U.T.E. Ponsacco

La nostra Gioventù

Aspetti di vita quotidiana rievocati, illustrati e documentati dagli Universitari della Terza Età di Ponsacco 

La nostra gioventù

Ente promotore: U.T.E. Ponsacco

Pubblicazione: s.l. : s.n., stampa 2005
Descrizione fisica: 167 p. ; 20 cm

La nostra gioventù

I tesori della memoria: viaggio nel tempo con Benozzo

Rubrica di introduzione ai libri di storia locale: interviste a Benozzo Gianetti
Presentazione del libro LA NOSTRA GIOVENTU’ (durata 2:38 minuti)

Il consiglio di Elisa, la gazza

Benvenuti nella vera “rete” sociale (senza Wi-Fi)…Immaginate un mondo dove la batteria non si scarica mai perché… non esiste. Niente smartphone, niente TikTok, niente PlayStation. Sembra un incubo? Invece, per i ragazzi protagonisti di “La nostra gioventù”, quella vita era un’avventura quotidiana a colori vivissimi, anche se le foto dell’epoca sono in bianco e nero.
Questo libro è un portale che vi porta indietro del tempo e vi teletrasporta nella Ponsacco dei vostri nonni e bisnonni, tra gli anni ’40 e ’50. Qui scoprirete una generazione di “influencer” della vita reale. La loro bacheca social era la piazza, e le “storie” non duravano 24 ore, ma si raccontavano per anni seduti sui muretti o durante le “vasche” in Corso Matteotti per scambiarsi sguardi con la ragazza o il ragazzo che piaceva.
In queste pagine vedrete ragazzi della vostra età che non avevano bisogno di comprare “skin” o potenziamenti: se li costruivano da soli. Un vecchio cerchio di bicicletta diventava una sfida di velocità, e quattro cuscinetti attaccati a un’asse di legno si trasformavano in un “carrettone” per sfrecciare giù dalle discese, con le ginocchia sbucciate come unico trofeo. Il pallone? Spesso era fatto di stracci, eppure le partite erano epiche come la finale dei Mondiali.
Scoprirete che a 12 o 13 anni molti di loro erano già “grandi”: lavoravano nei campi sotto il sole, raccoglievano pinoli arrampicandosi come gatti o imparavano mestieri duri. C’era la guerra, la fame vera, e la merenda era spesso solo pane bagnato e fantasia. Eppure, leggendo, sentirete risuonare canti, scherzi e una libertà che oggi forse abbiamo perso.
Leggete questo libro per scoprire il superpotere segreto dei vostri nonni: la capacità di essere felici con poco, trovando l’avventura proprio fuori dalla porta di casa, che a quei tempi restava sempre aperta. Capirete che, sotto i vestiti di un’altra epoca, erano ribelli, sognatori e spericolati esattamente come voi.

Parola all'ente Promotore: l'U.T.E. di Ponsacco

…il cammino continua….
“Con “La nostra gioventù” l’Università della Terza Età è alla sua seconda esperienza editoriale, dopo la pubblicazione del precedente volume “…Camminare insieme..”. Si vuol continuare a sperimentare il percorso della memoria che in quanto tale, diventa patrimonio comune di riflessione su un passato che ci è appartenuto e che continua ad appartenerci, ma che intende allo stesso tempo costituire motivo di confronto e di dialogo con le nuove generazioni.
Si tiene a sottolineare che il libro non è, né intende essere, una pura esercitazione nostalgica di un qualcosa che non c’è più e che non può per questo tornare. Sarebbe un’inutile esercitazione di una memoria stantia, che invece di proiettarsi in avanti, continuasse a ripiegarsi su se stessa per esprimere solo riduttivi sentimenti di rimpianto per una gioventù passata, breve e ormai così talmente lontana, da stentare quasi a ricordare.
La memoria diventa patrimonio da trasmettersi da una generazione all’altra quando costituisce un imput per una lettura sociologica concreta, che ci aiuti a tenere il filo di un lungo cammino che parte da lontano e che continua ad interessarci in quanto è proprio su questo che si costruisce l’avvenire.
Abbiamo stimolato gli anziani a ricordare in particolare la loro gioventù, perché si potesse immaginare per i nostri figli il futuro. Questo è vero ogniqualvolta si aprono le finestre sul passato, non per rimanere chiusi in noi stessi, ma per avere degli elementi preziosi che aiutino a leggere contestualmente il presente e proiettarsi in un futuro che in quanto tale non è così privo di radici.
In un mondo globalizzato come quello in cui stiamo vivendo, dove ogni elemento rischia di frantumarsi per finire nella mediocrità generale dei comportamenti, un’operazione di memoria come quella compiuta nel nostro libro può costituire un elemento non indifferente di discussione, di confronto e di dialogo.
In fondo cosa emerge dalla lettura del volume? Certamente per i nostri nonni la gioventù non si è dipanata in un periodo facile, questo emerge chiaramente nei loro ricordi, ma al di là di ogni difficoltà, di ogni impedimento quotidiano, alla fine di ogni racconto, ritorna un elemento comune a tutte le testimonianze: poveri, ma felici, ci mancava tutto, ma si cantava. E ciò non vuol evocare stupidamente solo ingenue immagini di un Italia da cartolina, fatta solo di sole, canzoni e amore, dove l’incoscienza tiene il banco al di fuori di ogni ragionevole considerazione.
Nei ricordi dei nostri anziani c’è un bel messaggio per i nipoti, e i giovani in generale: sapersi realizzare nelle piccole cose, vivere il quotidiano con il senso della realtà, ma con le risorse inesauribili della fantasia e della creatività, imbastire la propria esistenza su sane basi di buon senso e non su strafalcionerie o sogni, che sono completamenti avulsi dal sentimento comune proprio di una società in cammino, con il senso della misura e delle cose che ci stanno attorno.
Se pensiamo a certa gioventù del sabato sera, a quel popolo delle discoteche che non vede mai sole e alle migliaia di giovani affogati nella droga e nell’alienazione più totale, a quelle generazioni che investono il proprio futuro su traguardi effimeri e su inconsistenti sentimenti, fatti di vuote immagini e muri di cartapesta,l’apparente ingenuità dei nostri nonni può essere davvero l’elemento determinante per crescere e maturare una coscienza “di classe” nel senso che ci si sente partecipi di un qualcosa che si costruisce giorno dopo giorno, su sane basi e su sani principi, dove accontentarsi non è visto in termini riduttivi, ma in una chiave che può apparire insolita nel nostro quotidiano: la concretezza.
L’essere concreti, significa prendere coscienza dei propri limiti, ma nello stesso tempo anche delle proprie capacità. E’ in questa direzione che abbiamo indirizzato il libro: ripensare al passato per immaginare e cominciare a costruire il futuro.
Se c’è questa presa di coscienza, c’è allo stesso tempo anche la forte volontà di andare avanti, la determinazione di voler costruire qualcosa di stabile da trasmettere alle future generazioni, affinché imparino a pensare al loro avvenire con la serenità e la speranza.
Il Rettorato
Fabrizio Gallerini, rettore
Benozzo Gianetti,Daniela Mariottini,Angelo Iacarelli, Adriano Ferretti
Ponsacco, dalla sede dell’Università della Terza Età, novembre 2005, tredicesimo di fondazi
 

U.T.E Ponsacco

Intervento del Rettorato pag. 9
Intervento del Presidente della Provincia pag. 9
Intervento del Sindaco pag. 10
Intervento dell’Assessore alle politiche sociali pag. 11
Intervento dell’Assessore alla cultura – pag. 12
Intervento del Governatore della Misericordia – pag. 13
Insediamento urbano (Scheda n.1) – pag. 14
Al tempo della nostra gioventù – pag. 17

Prima parte
La condizione ambientale, sociale e economica – pag. 21
Comportamento etico – religioso – politico – sindacale – pag. 24
L’onestà – pag. 24
La religiosità – pag. 25
Riti scomparsi – pag. 27
La superstizione – pag. 27
Coscienza democratica e associazionistica – pag. 28
Perché ero democristiano – pag. 28
Perché ero comunista – pag. 29
Perché ero missino – pag. 29
Un destino da sindacalista – pag. 29
L’Azione Cattolica – pag. 32
La filodrammatica – pag. 35
La Filodrammatica Giuseppe Verdi – pag. 37
I musicanti (Scheda n° 2) – pag. 38
Le principali attività lavorative – pag. 39
I giorni di lavoro – pag. 39
I giorni festivi – pag. 39
Le primari lavori quotidiani – pag. 41
Il contadino – pag. 41
Le “faccende” di campagna – pag. 43
Cosa mangiavamo in campagna? – pag. 46
Chi erano le persone che venivano a vendemmiare? – pag. 47
Il falegname – pag. 48
L’operaio – pag. 49
Botteghe e bottegai (Scheda n° 4) – pag. 50
Interessante ricordo di una bottegaia – pag. 52
Alcune botteghe del Corso (Scheda – pag. 53
Piccoli mestieri per sopravvivere – pag. 54
Ombrellaio, sartina, ciabattino, arrotino, cenciaio – pag. 54
A raccogliere pinoli – pag. 55
A raccogliere vimini – pag. 56
Come ci si arrangiava: a spigolare il grano, ecc.. – pag. 56
Anche l’erba selvatica era commestibile – pag. 58
Anche i giovani andavano a ruscolare – pag. 58
Occupazioni familiari – pag. 59
Fare il pane – pag. 59
Fare il bucato – pag. 61
La cavatura del “bottino” – pag. 61
…e venne la guerra – pag. 64
Quando andai soldato – pag. 64
Giugno 1944 – pag. 66
Come vestivamo – pag. 67
Uomini, donne, ragazzi, giovanotti, bambine, ragazze – pag. 67
Cosa mangiavamo
Primi piatti, secondi piatti, dolci – pag. 69
I piatti dei giorni di lavoro (scheda n°5) – pag. 70
I piatti delle feste (scheda n° 6) – pag. 71
I dolci per le feste (scheda n° 7) – pag. 72
Tempo libero – pag. 73
Passatempi più comuni – pag. 76
Andare a caccia – pag. 76
Andare a pesca – pag. 77
Giochi – pag. 78
Giochi (scheda n° 8) – pag. 84
Canti per giocare (scheda n° 9) – pag. 86
Le piacevoli letture (scheda n°10) – pag. 87
I ragazzi di Via dei Ganci – pag. 88
Il gioco della trottola – pag. 90
Il gioco più popolare: il calcio – pag. 92
Una considerazione di un anziano… – pag. 94
… e di un’anziana – pag. 94


Il nostro paese (scheda n°11) – pag. 96

Seconda parte

Gennaio
Capodanno – pag. 101
5 gennaio: vigilia di befana – pag. 101
Il canto della befana – pag. 102
6 gennaio: giorno dell’Epifania – pag. 108
17 gennaio: S.Antonio Abate, patrono delle feste – pag. 109
I giocattoli (scheda n° 12) – pag. 110
Febbraio
La Candelora e San Biagio – pag. 111
Carnevale – pag. 111
Fuochi di carnevale – pag. 112
La salaccata del mercoledì delle “ceneri” – pag. 113
Marzo
La quaresima – pag. 114
I giorni della “Settimana Santa” – pag. 114
Aprile
Pasqua – pag. 117
La festa di Camugliano: terzo giorno di Pasqua – pag. 117
25 aprile: San Marco – pag. 119
Maggio
1° maggio: festa del lavoro – pag. 122
Sere di maggio – pag. 122
La processione dell’Ascensione in Camugliano – pag. 123
Le rogazioni: una preghiera in mezzo ai campi – pag. 125
Giugno
L’infiorata del Corpus Domini – pag. 126
La processione del Corpus Domini – pag. 127
La prima Comunione – pag. 128
24 giugno: San Giovanni Battista – pag. 129
Luglio
Mietitura e trebbiatura – pag. 130
“L’Alberone”: i tuffi e le nuotate in Cascina e in Era – pag. 132
Agosto
La Madonna della Tosse – pag. 135
La sfogliaitura del granturco – pag. 136
Settembre
Vino, pomodori e marmellata – pag. 138
La vendemmia – pag. 139
Ottobre
1° ottobre: riaprono le scuole – pag. 142
La fiera e la solennità di San Costanzo – pag. 144
Fiera delle bestie e dei cavalli – pag. 145
Fiera in paese – pag. 146
La piazza dei polli – pag. 149
Il fierino – pag. 150
Novembre
1 novembre: tutti i Santi – pag. 151
2 novembre: commemorazione dei defunti – pag. 151
4 novembre: ricordo dei caduti in guerra – pag. 152
22 novembre: Santa Cecilia, patrona della musica – pag. 152
Terzo giorno di Novembre: “Festa del Ringraziamento” – pag. 152
Dicembre
La macellazione del maiale – pag. 153
Quel Natale di tanti anni fa – pag. 154
In cerca del ceppo per la notte di Natale – pag. 155
Il campano di Neccadoma – pag. 156

Parte Terza
Appendice – pag. 157
I soprannomi – pag. 158
Fonti di consultazione: Archivio fotografico Olinto Cioni Archivio fotografico Cosimo Marzia Archivio fotografico Benozzo Gianetti
Bibliografia
Giovanni Mariti – “Odeporico” – Ponsacco Castello delle sette torri a cura di Benozzo Gianetti – CLD 1999
Autori Vari – Un popolo, una Chiesa – Nuovastampa 1986
Danilo Chiarugi – Fra fede e politica – Nuovastampa Ponsacco 1984
Fausto Pettinelli – Origini, vicende e gente di Ponsacco – Bandecchi e Vivaldi 1992
Autori Vari – Canti popolari della Valdera – Nuovastampa 1984
Silvano Granchi – Pane Amro – BFS Edizioni 2000

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